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Ho meditato e sperato lungamente un viaggio in India, in passato rinviato per le difficoltà organizzative e probabilmente anche per la inconscia preoccupazione di trovarsi in luogo non propriamente rilassante (perlomeno non del tutto). L'India rappresentava per me il viaggio per eccellenza ma anche come dicono in molti "la prova del nove di ogni viaggiatore".Occorre, accingendosi a conoscere l'India, abbattere molte delle nostre barriere interiori; la paura della povertà e delle condizioni di vita anni luce distanti dalle nostre, e la tolleranza (non dico comprensione) dei molti paradossi sociali, politici e religiosi che caratterizzano questa nazione. All'epoca del nostro viaggio, si erano già verificati attentati che avevano provocato vittime, ma non gravi come quelli di Mumbai del 27-28 Novembre 2008. Ragion per cui, anche se con qualche preoccupazione siamo partiti alla volta di Nuova Dehli.Gli attentati che hanno scatenato l'inferno di Mumbai, avvenuti lo scorso Novembre certo, rappresentano un ulteriore deterrente per coloro che avevano programmato un viaggio in questo Paese.195 vittime e 295 feriti sono numeri da paura, ma la paura è proprio il sentimento che i terroristi volevano suscitare nel mondo intero. Forse non sapremo mai esattamente di quale terrorismo si tratta, chi ha perpetrato gli attentati e chi c'è dietro. Quel che è certo è che molti turisti intenzionati a recarsi in India, hanno repentinamente e prudentemente, cambiato la loro destinazione. La Farnesina, visto il carattere indiscriminato degli attentati avvenuti nel Paese, che hanno colpito luoghi, ristoranti ed alberghi abitualmente frequentati da turisti occidentali, giustamente, invita ad evitare tutti i luoghi affollati quali: templi, mercati, piazze, stazioni degli autobus e aeroporti. Viene da se che volendo evitare questi luoghi é impossibile anche solo arrivarci in India.Le Autorità indiane hanno vietato nello Stato di Goa i festeggiamenti sulle spiagge, temendo nuovi attacchi terroristici contro i turisti. La mia speranza è che la spirale della tensione si interrompa e che tutto possa tornare alla stessa anormalità di prima, scrivo anormalità perché non è che prima in India non ci fossero problemi. Più della conflittualità politica e religiosa, il male dell'India è dovuto alla povertà dilagante e alle differenze sociali che si vanno accentuando, ma questo ormai non fa più notizia. In attesa che la Farnesina ci dica se e quando sarà possibile ripartire per l'India, rispolvero il mio racconto di viaggio con l'intento di mantenere vivo l'interesse per l'incredibile sub-continente indiano.La prima parte del racconto è volutamente più pratica ed ha l’intento di comunicare quelle informazioni che secondo noi potrebbero essere utili per la buona riuscita del viaggio. Per chi ha voglia di sorbirsi anche la seconda parte, questa descrive invece più nel dettaglio il nostro diario di viaggio.Informazioni pratiche:-per ottenere il visto ci siamo rivolti ad un
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UN MESE TRA INDIA DEL SUD E SRILANKAINDIA, AsiaData inizio viaggio: sabato 22 novembre 2008Data fine viaggio: lunedì 22 dicembre 2008DURATA: 1 MESESPESA TOTALE : 2500 euro a personaCAMBIO IR-EURO al tempo del viaggio = 61 in mediaCAMBIO IS-EURO al tempo del viaggio =143 in mediaDISTANZA PERCORSA IN INDIA( con autista): 2...Clicca qui per vedere le altre foto e il diario del viaggio UN MESE TRA INDIA DEL SUD E SRILANKA di kiara1976
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La scelta di visitare la Cambogia nasce dal desiderio di coniugare bellezze naturali e culturali. Provenendo dalla Malaysia, con la sua avveniristica capitale e le sue belle spiagge ma al tempo stesso, Paese non propriamente noto per la sua storia millenaria, sento il bisogno di arricchire il mio sapere e quindi il pensiero cade sulla capitale dell’antico impero Khmer: Angkor con i suoi templi, il sito archeologico più grande e spettacolare del mondo a sole due ore di volo da Kuala Lumpur. Aggiungo anche una tappa alla nuova capitale Phnom Penh ed il giro in Cambogia è fatto.Così preparo l’itinerario, acquisto on-line i voli KL-Siam Reap e Phnom Penh-Kl con la compagnia low-cost Air Asia (94 euro a testa) e costringo M., fedele e paziente compagno di viaggio e di vita a seguirmi anche in questa avventura.Informazioni pratiche:Il visto di ingresso è ottenibile direttamente all’aeroporto di arrivo, viene richiesta una foto-tessera ed il pagamento di un importo pari a 20 dollari. Le pratiche nel piccolo aeroporto di Siam Reap sono relativamente veloci, forse un poco più lente perché più trafficato, in quello di Phnom Penh.Per l’uscita dal Paese è obbligatorio il pagamento di una tassa di 30 dollari.La Cambogia è un Paese assolutamente tranquillo che si può visitare in autonomia. Non abbiamo mai percepito una sensazione di pericolo tranne durante la sparatoria che abbiamo udito.Guida utilizzata: Lonely Planet. L’autore Nick Ray, veniva chiamato in causa più volte durante il nostro girovagare (la frase ricorrente era: cosa si sarà fumato?), in particolare quando descrive in maniera esaltante località o attrattive rivelatesi poi in vero prive di qualsiasi interesse.La valuta locale è il Riel, ma la vera moneta di scambio è il dollaro americano, che viene accettato ovunque anche se spesso il resto viene dato in Riel.Tre giorni dedicati ai templi di Angkor sono sufficienti per visitarli tutti con calma. Per chi, come noi, non è proprio appassionato di archeologia, il rischio di indigestione è tangibile. Vedendo a casa le quasi 300 foto scattate ai siti, la considerazione banale ma emblematica che ne deriva è che, ad eccezione dell’Angkor Wat e del Bayon, sembrano un po’.... tutti uguali! La meraviglia di questo luogo deriva però anche e soprattutto dalla quantità spropositata di templi, circondati da foreste e risaie, quindi il consiglio che possiamo dare è di creare il vostro itinerario sulla base dei vostri personali interessi e goderveli con calma.Il modo migliore per visitare i templi di Angkor secondo noi è a bordo di un motoremorque, una moto che traina una specie di piccolo rimorchio dotato di quattro posti a sedere e cappotta. E’ comodo, è rilassante prendere la brezza del vento chiacchierando piacevolmente seduti ed è più economico dell’auto. Per quanto riguarda il guidatore noi sponsorizziamo sfacciatamente il nostro Manil, tutti i ragazzi che fanno questo mestiere hanno una storia più o meno difficile simile alla sua, ma noi ci siamo affezion
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Salviamo le nasiche del Borneo, BorneoMALESIA, AsiaData inizio viaggio: mercoledì 17 dicembre 2008Data fine viaggio: mercoledì 17 dicembre 2008Un'intervista a sostegno della campagna per un turismo responsabile e per la salvezza dell'altra grande scimmia del Borneo (dopo l'Orango), la NASICA.Altre informazioni sulle nasiche e il loro hab...Clicca qui per vedere le altre foto e il diario del viaggio Salviamo le nasiche del Borneo di simo1138
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Una vita da mahout, l'uomo degli elefantiTAILANDIA, AsiaData inizio viaggio: domenica 7 settembre 2008Data fine viaggio: mercoledì 10 settembre 2008Esperienza al Thai Elephant Conservation Center, Lampang Thailandia 2008Clicca qui per vedere le altre foto e il diario del viaggio Una vita da mahout, l'uomo degli elefanti di simo1138
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Bloccati a BangkokBangkokTAILANDIA, AsiaData inizio viaggio: domenica 23 novembre 2008Data fine viaggio: lunedì 1 dicembre 2008Doveva essere una sorta di scalo tecnico in attesa di partire per Hong Kong e Macao ed invece i disordini interni e l'occupazione dell'aeroporto da parte degli antigovernativi ci hanno bloccato a BKK ...Clicca qui per vedere le altre foto e il diario del viaggio Bloccati a Bangkok di eduz
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Il nostro viaggio inizia alle 20,30 del 27 Febbraio 2007, quando arrivati a Malpensa 2 ci hanno comunicato che il nostro volo, che doveva partire alle 23,30, ha circa 6 ore di ritardo:x….cominciamo bene!!La compagnia Blue Panorama ci ha mandati in un Hotel:) vicino lo scalo e dopo la cena tutti in branda per 2/3 ore.Alle 2,00 sveglia..e chi ha dormito?? ..e alle 3,00 in aeroporto.Finalmente alle 6,00 di mattina del 28 siamo partiti.Dopo 12 ore di volo e uno scalo tecnico di 1 ora a Rangoon in Myanmar, siamo atterrati alle 24,00 a Phuket recandoci subito, espletate le formalità , al nostro Hotel : Hilton Arcadia Phuket a Karon Beach.Devo dire che le strutture alberghiere presenti sull’isola sono di buon livello, infatti la nostre camere erano più suite che stanze: lettone, divano, scrittoio, poltrona e grande bagno con doccia e grande vasca alla quale si accedeva anche attraverso una finestra adiacente al letto…( sfizioso..)*-):oops::yeah:Ho cercato subito di trovare nel gruppo 4/5 persone che non viaggiano per piazzarsi 1 settimana in spiaggia, ma come me amano vedere e vivere i luoghi visitati, per cui dopo la prima mattinata passata in spiaggia a provare i primi massaggi ( sono veramente bravi :):)) per riprendersi dalle fatiche del viaggio, dopo pranzo ci siamo mossi subito.Per prima cosa acquisto di Sim Thailandese per parlare “Low Cost” tra di noi, ma soprattutto per chiamare in Italia spendendo pochissimo ( paghi niente :)rispetto alle telefonate dal cellulare con Sim italiana).La prima cosa da sapere è che in Thailandia devi contrattare su tutto, anche sul taxi che qui è il mitico Tuk-Tuk, e che, per tragitti di 30 40 minuti, riuscivamo a prendere a 300/400 baht ( 8/10 euro ) e ci andavamo anche in 6.:ok:I Tuk-Tuk sono dei veicoli a 3 o 4 ruote ( alcuni simili ai nostri motoape ) che caricano da 4 a 6 e anche 8/10 persone i più grandi; con tali simpatici mezzi ci siamo spostati per tutta la settimana.:cool:Il nostro Hotel si trova a Karon, uno dei luoghi più colpiti dallo Tzunami del 24 dic. 2006 www.ciaophuket.it/pagine/tsunami.htme i conducenti dei Taxi hanno a bordo le foto di quel disastro; te le fanno vedere e poi ti raccontano la loro storia.Ciò che mi ha colpito dopo aver visto le foto è stata la tenacia e la volontà di questa gente che ha ricostruito tutto meglio di come era prima e il turismo per questo è la prima risorsa dell’isola. Il giorno successivo, Tuk-Tuk e solita contrattazione, ci siamo fatti portare all’imbarcadero per Raja Island una delle più belle spiagge di Phuket che si raggiunge con 40 minuti di motoscafo veloce, vai e vieni ( stanno con Te tutto il giorno ) con il corrispondente di circa 10 euro a persona ; più si è, meno viene la spesa.:):)Anche lì, oltre alla magnifica spiaggia e un mare cristallino, c’è il solito baracchino a mare per i massaggi e un buon ristorante per mangiare, con pochissima spesa, pesce fresco.:ok:Al rientro con il motoscafo, abbiamo verificato quello che succede giornalmente in quelle zon
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Dopo anni di forzate vacanze ad agosto, finalmente riusciamo a scegliere un altro periodo: il mese di novembre. Iniziamo quindi a pensare alla possibile meta, ma dopo esserci stati l’anno scrso, non riusciamo a resistere decidiamo quindi di tornare nella magica “Terra dei sorrisi”: la Thailandia. Il nostro programma di viaggio è stato: 3 gg a Bangkok, 5 giorni a Phi Phi Island e 7 giorni a Phuket, il tutto con il tour operator “I viaggi del mappamondo”. Partiamo il 30/10 da Milano Malpensa con la Thai, il volo è perfetto, l’aereo è un nuovo A360 abbastanza comodo con un servizio più che accettabile, ogni sedile ha uno schermo personale con intrattenimenti vari tra i quali anche un paio di film in lingua italiana, così le 10.50 di volo passano più velocemente!!!!! Atterriamo a Bangkok alla mattina prestissimo e dopo le varie formalità , tra le quali il cambio dei primi bath (cambiate sempre in aeroporto, è il cambio migliore che abbiamo incontrato), veniamo accompagnati al nostro hotel: siam@siam che si trova in un punto strategico, vicinissimo alla fermata dello sky train (una sorta di “metropolitana” elevata con cui puoi girare la città ) e a pochi passi (2 minuti a piedi) dai centri commerciali primo fra tutti il notissimo MBK. L’hotel è molto originale, alternativo e moderno nell’arredamento con colori vivacissimi, molto pulito e con personale disponibilissimo. Abbiamo alloggiato in una biz room al 23 piano. Le camere sono sufficientemente spaziose, non troppo grandi, ma alla fine devi solo dormire. Giornalmente vengono fornite 2 bottiglie d’acqua, un cesto di frutta come benvenuto e tutte le sere i cioccolatini della buona notte! Chiaramente ci sono bagnoschiuma, shampoo, balsamo, phon e vari set di cortesia come ago e filo, cuffia per doccia ecc. Buona la colazione con croissant caldi squisiti, non mancava niente dalla frutta fresca ai cereali ma diciamo che forse il menù era rivolto ad una clientela non italiana, di italiani ce ne sono veramente pochi in questo hotel. Meravigliosa piscina a sfioro con vista sulla città , un paio di bar ed il collegamento internet gratuito 24 ore al giorno. Suggestivo tramonto sulla città dalla terrazza del 22 piano, per i clienti che alloggiano nelle biz room in questa terrazza viene offerto tutte le sere l’aperitivo con stuzzichini vari dalle 18 alle 20, da non perdere! Avendo già visitato i monumenti e i luoghi caratteristici di Bangkok l’anno scorso, decidiamo di scorrazzare liberamente per la città . Ci perdiamo quindi nei vari centri commerciali, ci concediamo qualche massaggio, cerchiamo angoli un po’ sconosciuti, dove assaporare la vera vita tailandese. Ricordate che Bangkok non è una città pericolosa, inoltratevi (sempre con discrezione e rispetto) nei vicoli e nelle stradine alla scoperta di ricordi ed emozioni indimenticabili, anche odori molto particolari!!! Bancarelle di cibo ovunque e gente che mangia roba indescrivibile a qualsiasi orario, mattina, pomeriggio e sera!!!!!! Bangkok è piena di merca
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INDONESIA(giugno 2007)di DerekBiglietti aerei: Roma - KuwaitCity - Jakarta (con sosta a KualaLumpur) con Kuwait Airways a 710 euro (per il mio compagno open jaws ticket e ritorno da Manila un mese dopo, con sosta a Bangkok, sempre a 710 euro più il Jakarta - Manila con Cebu Pacific Air a 66 euro); Jakarta - Jogyakarta, Jogyakarta - MataramLombok e DenpasarBali - Jakarta con Garuda insieme a 223 euro cadauno. Tutti prenotati a fine febbraio e pagati a fine aprile.Valuta: tutti EURO e 25 USD per il mio visto indonesiano valido 30 giorni (il mio compagno, filippino, non paga il visto).Itinerario (posti dove ho pernottato, per le escursioni vedi testo):8 giugno Roma, dal 9 al 13 Jogyakarta, dal 13 al 14 Senggigi, dal 14 al 18 a bordo della crociera della Perama Lombok - Komodo - LabuanBajo - Rinca - Lombok, dal 18 al 19 Senggigi, dal 19 al 25 Gili Air, dal 25 al 30 Ubud, 1lug Roma.Partenza da Roma l’8 giugno alle ore 14:15 col volo della Kuwait Airways. Questo volo come anche il seguente e quelli del ritorno della Kuwait sono su un aereo che rispetto a due anni fa ho trovato abbastanza trascurato, con alcuni accessori rotti o consumati (dal poggia-piedi all’audio). Comunque il volo è tranquillo e gli orari sono rispettati e quello è l’importante. Arrivo a Kuwait City alle 20:25 e ripartenza alle 23:50 per Jakarta con scalo a Kuala Lumpur di un’oretta. Alle 15:10 a Jakarta, bell’aeroporto, uscendo dopo un certo tragitto si trova un banco dove fare e pagare il visto (25USD per permanenza fino a 30 giorni). Controllo passaporti e visti e ritiro bagagli quindi, previo cambio di 50 euro per le spese immediate (1 euro = 11:500 rupie indonesiane [IDR], non è il cambio migliore ma all’aeroporto si sa), ci dirigiamo al settore dei voli Garuda in partenza per destinazioni interne. Noi abbiamo il biglietto per Jogyakarta col volo GA 212 delle 17:30 … con quell’orario non esiste nessun volo, il 212 è già partito e il prossimo per Jogya è alle 18:00. Ci fanno il check-in (30.000 IDR a testa per tassa d’imbarco aeroportuale) perché l’aereo non è pieno. Approfitto dell’attesa per verificare se ci sono le altre prenotazioni dei voli interni Garuda, visto che questo non risultava, e non siamo da nessuna parte. Dicono che c’è un problema di collegamento tra il sistema di prenotazioni internazionale e quello interno. Questo significa comunque che dovrò perdere un po’ di tempo a Jogya alla sede della compagnia aerea. Fortuna che avevo preso la Garuda proprio per non avere noie e dover cercare un incerto biglietto con una low-cost locale.Arriviamo a Jogyakarta che è già buio e c’è ad attenderci un’auto (il transfer dall’aeroporto alla guesthouse costa 75.000 rupie, circa 30 minuti) inviata dalla guesthouse prenotata per il soggiorno nella città , Delta Homestay, Prawirotaman MG.III/597 A – 55153 Jogyakarta Indonesia, e-mail [email]dutagh@indo.net.id[/email], web: [url]www.dutagardenhotel.com[/url]. La camera doppia con bagno privato, aria condizionata e colazione viene 1
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Un'Asia sudamericanaVientiane, VientianeLAOS, AsiaData inizio viaggio: martedì 26 agosto 2008Data fine viaggio: venerdì 29 agosto 2008Articolo tratto da un viaggio in Laos in solitaria zaino in spalla, agosto-settembre 2008. Chi volesse contattare la guida (non ufficiale) di cui si parla può trovare i riferimenti (telefono e ...Clicca qui per vedere le altre foto e il diario del viaggio Un'Asia sudamericana di simo1138
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Il Giappone in fai da teTokyo, Kyoto, Kanazawa, takayama, Hiroshima ed Osaka, GiapponeGIAPPONE, AsiaData inizio viaggio: sabato 13 settembre 2008Data fine viaggio: lunedì 29 settembre 2008“ Il Giappone???†Con questa domanda ed una faccia piuttosto sbalordita ci guardavano le persone a cui parlavamo della nostra destinazione per le vacanze estive. Ed, invece, noi molto attratti da que...Clicca qui per vedere le altre foto e il diario del viaggio Il Giappone in fai da te di valegio
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L'anno scorso avevo prenotato questo stesso viaggio, poi ho dovuto disdirlo per problemi in famiglia.Temevo anche questa volta di non riuscire a partire, poi, finalmente, è giunto: [B][COLOR=darkred]venerdì 17 agosto[/COLOR][/B]partenza da Malpensa per Doha [B][COLOR=darkred]sabato 18 agosto[/COLOR][/B]Attesa a Doha, con le solite 2 ore di ritardo partiamo per Colombo. All'aeroporto veniamo contattati dall'incaricato di Amo l'Oriente, conosciamo Shanta, il nostro autista e guida che ci accompagnerà in ogni momento di questo tour. Una persona veramente simpatica e fiera del proprio paese. Parla bene l'italiano e con lui ci incamminiamo verso questa avventura che si rivelerà la scoperta di una terra fantastica. Ci muoviamo verso Dambulla, siamo solo noi due, l'auto è un pulmino a 6 posti tutto per noi, estremamente confortevole. E' sera, ci guardiamo intorno e ci spiace non vedere quasi nulla, poi improvvisamente incrociamo una processione. Auto, camioncini, motorini addobbati e illuminati, ballerini e tamburi, una lunga successione di suoni e luci .... Su alcuni camion parecchi uomini sono sospesi in aria, agganciati nella pelle viva. Un doloroso omaggio alle proprie divinità .Il tempo di percorrenza è sempre abbastanza lungo, la guida è estremamente difficoltosa a causa delle strade non troppo ampie, i sorpassi al limiti sono all’ordine del giorno, ma nonostante tutto ciò non ho mai sentito un improperio uscire dalla bocca di Shanta. Se alla guida ci fossi stata io o Tanga non saremmo mai arrivati da nessuna parte e al primo incrocio ci saremmo sicuramente azzuffati con un altro automobilista.Invece qui tutti vanno pazzi per la loro strada, suonando il clacson ogni tanto .... ma nulla di piu'. Giungiamo all'[COLOR=darkred][B]Amaya Lake Resort[/B][/COLOR] di Dambulla[URL="http://www.amayaresorts.com/srilanka/gallery.htm"]vedi hotel [/URL] La posizione è veramente splendida, all'interno di un parco sulla rive di un lago, belli i servizi comuni, la reception, la piscina.La stanza un po' meno, c'è odore di muffa, i mobili sono piuttosto spartani ma per il soggiorno di due notti va più che bene. [B][COLOR=darkred]domenica 19 agosto[/COLOR][/B] [B][SIZE=3][COLOR=darkred]Polonnaruwa[/COLOR][/SIZE][/B] La nostra prima colazione in Sri Lanka!L'hotel è in mezzo al verde, tantissimi uccellini ci danno il benvenuto e le scimmiette fanno la loro comparsa. Ce ne sono ovunque! S. ci attende vicino all'auto e con entusiamo partiamo alla scoperta dello Sri Lanka. La nostra prima meta è Polonnaruwa, dalle dimensioni di circa 8 km., uno dei siti meglio conservati dello Sri Lanka, inserito tra i patrimoni dell'umanità riconosciuti dall'UNESCO. Ci aggiriamo tra queste splendide rovine incantati ... Togliamo le scarpe ogni volta che si entra in un tempio, anche se ne sono rimasti pochi resti, un enorme rispetto regna su tutto il luogo. Della antica città oggi possiamo ammirare numerosi edifici religiosi e palazzi. Il punto più interessante è il Gal Viha
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Dopo mesi di ricerca su Internet abbiamo comprato i biglietti per KL con Malaysia a 716 euro gli adulti e 545 il cucciolo di casa. Siamo partiti il 23 Giugno da Fiumicino e siamo tornati il 13 LuglioIl volo è stato piacevole, specialmente per quanto riguarda il programma di intrattenimento, in punto servizio una classe economica vale l’altra. All’arrivo abbiamo preso un taxi a 62 ringitt, veramente al desk avevano provato ad ammollarci la limousine con la scusa dei bagagli, ma 180 ringitt mi sembravano tanti e così quando ho detto che avremmo preso il treno è miracolosamente spuntata una macchina abbastanza capiente.Abbiamo soggiornato a KL per due giorni,abbiamo prenotato con una agenzia sul web, 2 camere per due notti al Melià , di fronte al Times square shopping center, in totale 132 euro colazioni escluse.La prima serata malese l’abbiamo trascorsa cenando sulla Menara tower, al Seri angkasa revolving restaurant, è stata una esperienza piacevole, il conto stratosferico per la Malesia... 523 ringitt, come a dire 30 euro a testa. La città l’abbiamo visitata usando i bus KL hop and off, è pratico, economico e il biglietto dura tutto il giorno. Kuala Lumpur ci è piaciuta, è moderna e tradizionale allo stesso tempo, Merdeka square ci ha affascinato con la sua atmosfera coloniale e le Petronas poi sono bellissime come d’altronde il gigantesco shopping center situato ai loro piedi, dove per il colmo della fortuna c’erano i SALDI !!! Il 26 Giugno abbiamo preso un bus dalla stazione centrale e siamo andati al LCCT, il terminal di Air Asia da lì abbiamo raggiunto BKK dove siamo rimasti 4 notti.L’albergo era lo Zenith nella zona di Sukumvit, a soi Nana, l’avevamo prenotato con Sawadee.com al prezzo totale di circa 360 euro. Se devo essere sincera non mi ha entusiasmato, avevamo pagato una suite per 4 notti ma guardando le foto nella hall c'è sembrato che ci avessero assegnato una superior qualsiasi, inoltre l’albergo è frequentato esclusivamente e ribadisco esclusivamente, da clientela araba. Quindi un senso di grande disagio in piscina quando cerchi di farti 4 bracciate e ti accorgi di essere l’unica donna in costume, ancorché un castigatissimo olimpionico, mentre tutte le altre sono coperte dalle palandrane nere a mo’ di Belfagor, (e chi è degli anni ‘60 sa a chi mi sto riferendo) che lasciano a malapena scoperti gli occhi.E' stato scioccante vedere come si è trasformata la città , è vero che mancavamo da 20 anni ma in certi momenti mi se
